13 Nov

Come crearsi un futuro migliore

bimbo-filippino

Questa foto ritrae un bambino filippino mentre studia per strada alla luce di un lampione. Sta facendo il giro del pianeta ed è ormai diventata un’immagine virale sui social con migliaia di condivisioni in brevissimo tempo e sapete perchè?
Perchè ritrae la speranza.
La voglia di farcela “nonostante” le difficoltà oggettive.
Riflettiamoci: non tutti reagiamo agli ostacoli e alle difficoltà che incontriamo nello stesso modo.
In fin dei conti il bambino della foto avrebbe potuto affrontare la medesima situazione in modi diversi, scegliendo ad esempio di:

-non andare a scuola e fare altro (evitamento del compito)
-frequentare le lezioni ma con superficialità, limitandosi alle sole ore di presenza a scuola, (scarso impegno)
-trovare mille scuse e motivi per non studiare, ( per scarsa fiducia nelle proprie possibilità) e chissà cosa altro!
Eppure sceglie di studiare comunque, malgrado non abbia la corrente elettrica a casa.

Quante volte ci demotiviamo ancor prima di iniziare un progetto che abbiamo a cuore, perchè sentiamo di non avere tutto ciò che occorre per realizzarlo? Una casa, soldi, lavoro, amici, un partner, il “fisico giusto” il peso ideale ecc..?

Abbiamo forse la pretesa di avere tutto ciò che ci serve ancora prima di cominciare?

Mi capita spessissimo di sentire le persone dire: quando sarò…allora…oppure quando avrò questo allora…
E così accade che i sogni, i progetti, si procastinino all’infinito in vista di un futuro idealizzato in cui forse, un giorno, avremo tutti gli elementi per costruire il bel quadro che ci siamo costruiti nella mente.
Il bambino ritratto nella foto ci sta insegnando cosa possiamo fare diversamente in questi casi.

Anzicchè lasciarci andare allo sconforto, restare fermi, rassegnarci o restare in attesa di un futuro migliore, possiamo provare a costruirlo ora quel futuro migliore.

Come?

Cominciando a guardare le cose sotto una prospettiva diversa e chiedendoci:
Cosa voglio raggiungere? Di cosa ho bisogno? E cosa ho a mia disposizione?

Una volta che ci siamo posti queste domande, la “trappola” mentale in cui spesso cadiamo è di focalizzarsi su tutto ciò di cui avremmo bisogno per realizzare i nostri desideri ma che non abbiamo o di cui siamo carenti!
E ancora una volta parte il consueto loop mentale: non sono abbastanza bravo, bello, in gamba, competente…se fossi più alto, bello, giovane, istruito allora sì che agirei…
e continuiamo a crogiolarci negli alibi che siamo abilissimi a creare per non agire e conquistare ciò che realmente desideriamo.
C’è un detto che dice: se continuerai a fare ciò che hai sempre fatto, continuerai ad ottenere ciò che hai sempre ottenuto.
Cosa possiamo fare allora di diverso per cambiare e darci l’opportunità di realizzare ciò che desideriamo?
Quel bambino ci sta insegnando un segreto!
Se vogliamo realizzare i nostri sogni e progetti, invece di concentrarci su cosa manca è più utile e proficuo concentrarci su cosa abbiamo già! Sulle risorse già disponibili, sia quelle che il nostro ambiente ci offre sia quelle che abbiamo dentro di noi.
Lui aveva bisogno di luce per leggere e scrivere, e non credo abbia pensato: un giorno quando lavorerò e potrò pagare la corrente elettrica allora mi metterò a studiare.
Molto più semplicemente si sarà detto: voglio studiare e devo fare i compiti per domani. Mi serve la luce per poter leggere e scrivere, dove la trovo? Ma in strada ovviamente!
A volte le risposte che stiamo cercando sono davanti a noi, basta saperle vedere.
E gli occhi ingenui e semplici di un bambino sono in grado di vedere tante cose!
Grazie bambino e Buona fortuna a te, chiunque tu voglia diventare!

Ispirato da un articolo: http://www.huffingtonpost.it/2015/07/01/bamnino-filippino-compiti_n_7703500.html

07 Ott

Lasciate perdere…quelli che vi dicono di lasciar perdere!

Roger_Bannister-oggi

E’ impossibile! Non ci riuscirai mai! Lascia perdere finchè sei in tempo o resterai deluso!

Vi suonano familiari queste parole?

Saranno state queste o molto simili quelle che Roger Bannister deve essersi sentito dire per molto tempo.

E’ comprensibile che Roger ad un certo punto abbia seriamente pensato di abbandonare la sua impresa. Come non comprenderlo?

Quando tutti sembrano remarti contro e ti fanno sentire un fallito perchè non hai ancora raggiunto l’obiettivo che ti sei prefisso, è facile cadere nello sconforto e dubitare di sè stessi e delle proprie capacità.

Siamo umani, esseri sociali, ciò che le persone (soprattuto quelle a cui teniamo), pensano e dicono assume importanza per noi. Quando dobbiamo affrontare delle prove difficili, vorremmo che le persone che abbiamo intorno ci supportassero e ci confortassero nei momenti di scoraggiamento.

Se avete accanto persone che vi incoraggiano e vi spronano a raggiungere i vostri obiettivi, buon per voi! Siete molto fortunati. Ma non sempre ciò accade e ci si può sentire molto “soli” di fronte alle proprie sfide.

Roger era un atleta e aveva un sogno: correre il miglio al di sotto dei 4 minuti.

Tutti gli dicevano che era impossibile, adducendo spiegazioni scientifiche sulla struttura del corpo umano e sulle leggi della fisica.

Superato il momento di sconforto Roger riprese ad allenarsi e ad impegnarsi così tanto da arrivare il 6 agosto del 1954 a battere finalmente il record, correndo il miglio in 3 minuti e 59.4 secondi.

Ma non è finita qui!

Dopo soli 46 giorni un altro atleta battè il record di Bannister correndo il miglio in un tempo migliore! E nell’anno seguente, altri corridori corsero il miglio sotto i 4 minuti.

Come era stato possibile che per anni nessuno fosse riuscito nell’impresa e ad un tratto erano bastati soli 46 giorni affinchè qualcun altro non solo lo eguagliasse ma addirittura lo superasse?

Era stato definitivamente superato il limite mentale che tutti si erano posti fino ad allora. Una volta oltrepassato il limite del possibile, una volta capito che si poteva fare, anche altri cominciarono a provarci, a spingersi oltre, ad osare di più.

La vittoria di Bannister resta memorabile non per il record ormai superato, ma perchè ha dimostrato due cose:

-ogni volta che  l’opinione pubblica ritiene che qualcosa possa essere fatta  soltanto in un modo (un miglio in almeno 4 minuti), non è detto che sia così;

ciò che crediamo impossibile può diventare possibile.

Roger scelse di andare avanti e seguire il suo sogno nonostante tutto.

L’errore che spesso commettiamo è di guardare solo la fine della storia quando è a lieto fine, senza andare a ricostruire tutto il percorso che c’è stato prima di arrivare al risultato. Eppure senza quel percorso costellato di tentativi non riusciti, il risultato non ci sarebbe stato.

Ogni cosa nella nostra storia ha valore, non solo i successi.

Tutti gli uomini che hanno compiuto imprese memorabili, hanno spesso dovuto superare grandi difficoltà; non erano supereroi, non sono nati con qualcosa in più che non possediamo anche noi.

Non permettiamo agli altri di derubarci delle nostre aspirazioni quando ci dicono che non ce la possiamo fare. Nei momenti bui, in cui il vostro traguardo sembra sfocarsi e allontanarsi, ricordatevi di Roger!